Come guarire le ferite dell'anima

Come guarire le ferite dell’anima quando impediscono di stare con un’anima gemella: abbandono, rifiuto e privazione – (1a parte)

il rifiuto, l'abbandono e la privazione nell'incontro con l'altro/aCon questo articolo rispondo a Lara di 32 anni di Rimini.

Lara mi ha chiesto di comunicarle come risolvere una delle sue più grandi frustrazioni nel trovare l’anima gemella: la paura di essere abbandonata. Questa paura la porta a non riuscire ad avere fiducia di nessun partner col quale cerca di mantenere una relazione sentimentale. Alla fine accade che il partner la deluda, in particolare quando alle tante parole non seguono i fatti. Lei così comincia a sentire che le manca qualcosa e inizia a pensare male di lui. A forza di sommare esperienze di questo tipo con uomini verso i quali prova una profonda attrazione, ora si accorge di non riuscire neanche più a innamorarsi e vive il profondo conflitto di non sapere più cosa vuole.

Il dolore di Lara è l’espressione di più ferite dell’anima comuni alla maggior parte delle persone che incontro ogni giorno in studio.

Attraverso la relazione di aiuto con la quale il counseling olistico opera, la persona è stimolata a parlare di sé in modo da essere facilitata a far emergere tutto ciò che le ricorda il suo passato famigliare.

Il caso di Lara porta alla luce ciò di cui lei potrebbe aver sofferto da bambina:

  • la ferita dell’abbandono
  • la ferita del rifiuto
  • la ferita di privazione 

L’atto della nascita è di per sé il primo grande distacco dall’ambiente accogliente dell’utero materno e se, per un qualche motivo, il nascituro non viene immediatamente messo in contatto fisico nell’abbraccio della madre e allattato al suo seno entro 6 ore dalla sua venuta al mondo, si apre la ferita dell’abbandono.

Se il bambino rifiuta di prendere il latte al seno vuol dire che quella ferita se la sta portando con sé dal passato dal quale proviene, da traumi ereditati dal suo albero genealogico o, se vogliamo credere nella possibilità di essere anime in cammino da secoli, da vite precedenti. Potrebbe rifiutare il latte materno anche se avesse percepito durante la gestazione di “non essere voluto” o di “non essere desiderato” dai suoi genitori, oppure semplicemente di “non essere accettato” perché il padre o la madre avrebbero preferito il sesso opposto al suo. In questi casi si apre la ferita del rifiuto.

La ferita dell’abbandono in età adulta è facilmente individuabile se:

  • nell’infanzia si è vissuto o percepito l’abbandono di uno o di entrambi i genitori
  • se sono stati subiti abusi e/o molestie a livello psichico e/o fisico.

In tutti gli altri casi si può individuare la presenza di questa ferita attraverso una lettura delle modalità con le quali la persona si attira e vive le esperienze.

La ferita di privazione è una forma di abbandono in dosi ridotte. E’ una forma cronica del non ottenere ciò che vogliamo o che ci aspettiamo.

Si apre quando:

  • non ci sentiamo ascoltati
  • non ci viene concesso tempo
  • non ci viene concessa attenzione
  • non ci viene offerto sostegno
  • non ci viene offerto il contatto 

Anche questa ferita nasce spesso nell’infanzia quando non riceviamo ciò di cui abbiamo bisogno. 

Come fare ad individuare questa ferita?

Rispondiamo a queste domande:

che cosa nella nostra vita di adesso ci fa sentire traditi o privati dell’amore?

  • Non sentirsi visti?
  • Non sentirsi considerati?
  • Non sentirsi rispettati?
  • Non sentirsi riconosciuti?
  • Sentirsi controllati?
  • Sentirsi manipolati?
  •  

Tutto ciò che risponderemo ancora alla domanda di “che cosa ci fa sentire traditi o privati dell’amore”, sono sentimenti che dall’infanzia stiamo riproducendo attraverso i partner verso i quali proviamo attrazione.

Il loro comportamento ci farà sentire “deprivati” dell’amore di cui abbiamo tanto bisogno e sia essi ci lascino, sia decidessimo di rimanere con loro, ci permettono di inscenare nuovamente la storia della nostra privazione e di accorgerci in cosa dobbiamo crescere se vogliamo diventare persone complete.

In tutti questi casi è consigliato integrare il lavoro del Counseling Olistico con la Floriterapia Australiana.

Nella Floriterapia Australiana sono contenute le essenze per:

  • favorire l’eliminazione degli schemi di pensiero negativi risultanti dal proprio retaggio famigliare
  • favorire l’eliminazione dei limiti, delle convinzioni e di tutte quelle manifestazioni a carattere emozionale e mentale che sono saldamente radicate e trasmesse di generazione in generazione
  • favorire il riconoscimento e l’accettazione o meno di queste “eredità”, liberando da tutte le convinzioni che ne derivano
  • favorire la risoluzione degli atteggiamenti negativi nell’educazione ricevuta dai genitori se si stanno replicando aspetti e modalità comportamentali simili e ciò è fonte di preoccupazione per se stessi
  • eliminare sbilanci mentali ed emozionali
  • stimolare l’individuo ad accogliere la propria essenza spirituale oscurata da strati e strati di modelli comportamentali e pensieri obsoleti che gli impediscono di esprimere realmente la sua vera natura
  • lenire vissuti di isolamento e solitudine che si esprimono attraverso il non sentirsi di appartenere alla propria famiglia avendo percepito mancanza di amore
  • rimarginare la ferita dell’abbandono vissuta o percepita dalla nascita o fin dalla giovanissima età
  • risolvere la paura di essere abbandonati (dal partner)
  • Rimarginare la ferita del rifiuto percepito come reale o immaginario
  • risolvere la paura di essere rifiutati (dal partner) favorendo la sicurezza e la fiducia in sé
  • favorire l’eliminazione degli effetti di traumi recenti o vecchi che potrebbero aver aperto le ferite dell’abbandono e del rifiuto
  • aprirsi a dare, ricevere e accettare amore, in particolare da un’anima gemella compatibile.

Cristina Bastoni

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“chi altro non vuole più avere dubbi sulla reale esistenza della sua anima gemella e farsi trovare pronto all’appuntamento con lei?” – (2a parte)

Come faccio a riconoscerti? Sei o non sei la mia anima gemella?Diverse persone dubitano della reale esistenza della propria anima gemella perché non hanno chiaro cosa realmente significhi questo termine.

La maggior parte della comunicazione su quest’argomento utilizza il termine “anima gemella” in maniera del tutto impropria. Oggi l’anima gemella si confonde facilmente con “il partner giusto” o “la persona giusta”. Non voglio dire che sia sbagliato trovare “il partner giusto” o “la persona giusta”. Il problema è che nessuna delle due definizioni è comparabile all’anima gemella.

Il partner o la persona giusta sono tutt’altro tipo di incontro rispetto a quello con l’anima gemella.

Se continuerai a leggere ciò che sto per dirti, da oggi potrai comprendere meglio che tipo di incontri fai e renderti conto se vale la pena di impegnarsi ad approfondire la tua ricerca per la tua anima gemella più compatibile e smettere di pensare che i partner che attrai sono anime gemelle quando invece non lo sono, rimanendo deluso/a ogni volta.

La prima cosa da sapere è che una coppia formata da due persone che si ritengono l’una il partner giusto per l’altro si incontrano e stanno insieme tenendo conto di usi, costumi, regole e convenzioni sociali.

Nel primo incontro l’interesse dell’uno verso l’altra si rivolge soprattutto a considerare:

  • se c’è attrazione fisica
  • se il lavoro è stabile
  • se c’è disponibilità economica
  • che macchina ha
  • da quale famiglia proviene
  • se è carino/a, se è simpatico/a, se è intelligente 

I pensieri che questi due potenziali partner potrebbero farsi al primo appuntamento potrebbero essere:

  • sono sufficientemente sexy?
  • La bacio o non la bacio quando la riporto a casa?
  • Sarà una persona seria?
  • Piacerà ai miei famigliari e agli amici? 

In un secondo momento se l’interesse continua l’uno e l’altra vorranno sapere:

  • se c’è la voglia di formare una famiglia
  • se avere o no dei figli
  • se è nei progetti di entrambi voler condurre una vita normale casa-lavoro-famiglia-amici. 

Questi sono i modi in cui si forma una “coppia tradizionale” tra due persone che ritengono l’altro, essere il partner giusto. Entrambi i partner tengono conto di ciò che l’altro “ha” o “fa” nella sua vita e se i lati del carattere coincidono con i propri desideri.

Il primo appuntamento tra due anime gemelle consisterà in una sorta di “avvicinamento spirituale”, nel quale le due creature si faranno delle domande riguardanti la profondità di quell’essere. Lo sguardo andrà oltre i tratti fisici, senz’altro importanti anche in questo caso, ma le domande che entrambi si faranno saranno più che altro queste:

  • saprà farmi battere il cuore?
  • Riuscirà a toccarmi il cuore e l’anima con il suo spirito?
  • Avremo gli stessi valori?
  • Sarà interessato/a come prima cosa al mio benessere?
  • Avrò l’impressione che è come se ci conoscessimo da molto tempo?
  • Saprò riconoscerla tra le tante anime con le quali posso essermi dato/a appuntamento? 

In un secondo momento se l’interesse continuerà, l’uno e l’altra vorranno sapere:

  • se potranno condividere gli stessi scopi
  • se sono pronti a evolvere insieme
  • se potranno contribuire l’uno alla crescita dell’altro 

Questo è il modo in cui si forma una coppia di anime gemelle.

In una coppia di tipo “tradizionale” non c’è alcun interesse per la crescita interiore e la spiritualità. 

Una coppia di anime gemelle è soprattutto un incontro per evolvere in un’esperienza oltre che fisica, anche spirituale.

Ognuno di noi è libero di scegliere verso quale esperienza andare. La cosa importante, errore che molti fanno, è di non illudersi di cercare la propria anima gemella in un’unione di tipo tradizionale, basata cioè sulla superficialità piuttosto che sulla profondità, su schemi e convenzioni, piuttosto che sullo sguardo oltre l’apparenza.

Questo è uno dei motivi per cui solo a poche persone oggi è concesso di intraprendere il vero percorso e trovare la propria anima gemella per davvero.

Ecco quali sono gli atteggiamenti più importanti da praticare se vuoi avvicinarti alla possibilità di incontrare più facilmente la tua anima gemella:

  • fatti guidare dal senso di avere almeno uno scopo da poter condividere con l’altro per raggiungere con lui/lei un ulteriore sviluppo nella tua vita sentimentale
  • gestisci i tuoi appuntamenti sentimentali con consapevolezza di ciò che vuoi esattamente per il tuo bene
  • approfondisci la conoscenza di persone affini alle tue migliori qualità
  • scegli di stare solo con chi mostra di avere la capacità di sapersi mettere in discussione e cambiare atteggiamento senza che tu glielo debba chiedere
  • scegli di frequentare solo chi si interessa al tuo bene
  • scopri se con lui/lei puoi aprire il tuo cuore su qualsiasi argomento senza sentirti giudicata/o.

Cristina Bastoni

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