Perchè non c’è più voglia di impegnarsi e crescere insieme? (2a parte)

lui, lei e cupidoNella prima parte di questo articolo ho iniziato a rispondere a Marica di Pesaro di 33 anni.

Alla domanda: “Se potessi sederti a fianco di un esperto di relazioni in ambito sentimentale qual è la domanda più importante che gli porresti subito in merito a come mai è così difficile trovare l’anima gemella?”. Lei risponde: “Perché non c’è più voglia di impegnarsi e crescere insieme?

 

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Perchè non c’è più voglia di impegnarsi e crescere insieme? (1a parte)

lui, lei e cupidoIn questo articolo rispondo a Marica di Pesaro di 33 anni.

Alla domanda: “Se potessi sederti a fianco di un esperto di relazioni in ambito sentimentale qual è la domanda più importante che gli porresti subito in merito a come mai è così difficile trovare l’anima gemella?”.

Lei risponde: “Perché non c’è più voglia di impegnarsi e crescere insieme?

 

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"creare l'abitudine ad amare se stessi e l'altro è l'unica via possibile per trasformare la rabbia"

Come fare quando è la rabbia a ostacolare lo sviluppo di una buona relazione sentimentale – (3a parte)

"creare l'abitudine ad amare se stessi e l'altro è l'unica via possibile per trasformare la rabbia"In questo articolo riceverai ulteriori strumenti per evitare che la rabbia continui a frapporsi tra te e il tuo desiderio di realizzazione sentimentale.
Imparerai come :

  1. sviluppare amore per te stesso/a e verso un/a partner (Parte 1: 3° giorno)
  2. creare l’abitudine ad amare se stessi e l’altro (Parte 1: 4° giorno)
  3. rilasciare la rabbia con il Counseling Olistico (Parte 2).

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"creare l'abitudine ad amare se stessi e l'altro è l'unica via possibile per trasformare la rabbia"

Come fare quando è la rabbia a ostacolare lo sviluppo di una buona relazione sentimentale – (2a parte)

"la rabbia spinge alla violenza e all'aggressività senza apportare alcun beneficio alla propria vita sentimentale"

Se userai le strategie che ti spiegherò in questo articolo e nel prossimo (terza parte), acquisirai gli strumenti per:

  • parte 1 evitare che la rabbia continui a frapporsi tra te e il tuo desiderio di realizzazione sentimentale in soli 4 giorni;
  • parte 2 come rilasciare la rabbia con il Counseling Olistico.

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"creare l'abitudine ad amare se stessi e l'altro è l'unica via possibile per trasformare la rabbia"

Come fare quando è la rabbia a ostacolare lo sviluppo di una buona relazione sentimentale – (1a parte)

"la rabbia rende la propria vita sentimentale un'inferno e una valle di lacrime"Hai mai pensato a come cambierebbe una relazione con un partner se solo decidessi di non essere più così arrabbiato/a con l’altro sesso?

Ti sei già reso/a conto di come non esista un sentimento distruttivo più forte della rabbia che una donna o un uomo possano provare l’uno contro l’altro?

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Le anime gemelle devono essere così simili?

Le anime gemelle devono essere così simili? E come sopportare chi non lo è?

Le anime gemelle devono essere due persone simili?In questo articolo rispondo alle due domande di Marina, di 35 anni, di Ravenna espresse nel titolo. Alla domanda: “le anime gemelle devono essere così simili?”. La mia risposta è: “Sì!”. Ciò che tu esprimi col termine “simile”, io preferisco definirlo “compatibile”. Se le anime gemelle sono simili o compatibili per il maggior numero dei lati positivi del proprio sé, l’unione sarà fantastica!

Prima devi sapere due cose: 1) chi sei e 2) se ti senti pronta a gioire di una relazione basata sulla positività dell’essere piuttosto che sulla sofferenza e il dolore.
Alla domanda: “E come sopportare chi non lo è (simile)?”
La mia risposta è:
“Perché dovresti farlo?”
“Hai provato a considerare la possibilità di non sopportarlo più per davvero?”

Se continuerai a leggere questo articolo potrai chiarirti:

  • che cosa vuol dire “simile” (o compatibile) quando parliamo di anime gemelle
  • come fare a sapere chi sei per attrarre un’anima gemella “simile” a te
  • la storia di come ha fatto Paola, quarantenne di Ravenna, ad attrarre partner affini
  • come non dover sopportare chi non è affine a te.

1) Che cosa vuol dire “simile” (o compatibile) quando parliamo di anime gemelle.
Se guardiamo al significato etimologico della parola, con il termine “simile” intendiamo qualcosa che “assomiglia a”, potrebbe avere gli stessi tratti dell’originale ma “non è uguale”.
Due anime gemelle possono essere simili ma non uguali.
La diversità è ciò che attrae dell’altro, stimola la curiosità, porta alla conoscenza, alla scoperta di chi è. Al primo incontro è un’incognita, ma poi svela se stesso con la frequentazione.

Sapere chi sei e cosa vuoi sono i due aspetti del proprio sé da approfondire per non andare in confusione quando incontri una persona che ti attrae.

2) Come fare a sapere chi sei e cosa vuoi.
Nello Special Report “I 10 segreti per incontrare davvero la tua Anima Gemella” scaricabile gratuitamente nell’HOMEPAGE di questo sito, scrivo di quanto sia importante tracciare un identikit del tuo amante ideale, distinguendone i tratti fisici, mentali, spirituali, ciò che ti piacerebbe condividere con lui. Mettere a punto chi e cosa vorresti attrarre per la tua felicità in amore, ti aiuta a mettere a fuoco la tua personalità e a conoscerti meglio.
Fino a che non avrai costruito una personalità simile a quella che vorresti attrarre, ti capiteranno incontri con persone non affini a ciò che desideri.

3) la storia di come ha fatto Paola, quarantenne di Ravenna, ad attrarre partner affini
Riguardo all’argomento di cui al punto 2, riporto la storia di Paola, una quarantenne di Ravenna, separata da tre anni. Durante un colloquio mi descrisse sommariamente quello che voleva in un compagno: “Bello, gentile, educato, con interessi in comune con lei”. Le fu molto difficile esprimere cosa avrebbe voluto incontrare di più in un partner, sentendosi molto confusa sull’argomento.

La sua incertezza l’aveva condotta a vivere un “non matrimonio” di quattro anni con un uomo bello ma noioso, senza alcun particolare interesse se non per il tennis. Dopo la separazione, la sua incapacità di definire le sue esigenze la portò ad incontrare una serie di uomini belli, affascinanti, ma emotivamente insensibili.

Quando le chiesi come aveva vissuto la sua relazione con la madre, la prima cosa che mi raccontò fu che, quando era bambina, le sarebbe tanto piaciuto allungare i capelli, ma sua madre trovava sempre dei buoni motivi per convincerla che sarebbe stata molto più carina con i capelli corti, più veloci da lavare, più facili da pettinare. Una volta dopo l’altra in modo aperto o implicito, i suoi genitori negavano importanza ai suoi sentimenti.

Da adulta Paola non si fidava più di ciò che provava e preferiva seguire il parere della madre anche in fatto di uomini, finiva così con partner inadatti.
Paola ha potuto cominciare ad attrarre partner affini, non prima di avere cominciato a:

  • stimarsi
  • amarsi
  • essere sicura in se stessa
  • credere nella possibilità che i propri desideri possano essere soddisfatti
  • imparare a esprimere i propri sentimenti attraverso il punto energetico del cuore
  • agire in base alle proprie esigenze piuttosto che a quelle dei suoi genitori.

Nello Speciale Report “I 10 segreti per incontrare davvero la tua Anima Gemella”, scaricabile gratuitamente nell’HOMEPAGE di questo sito, troverai un esercizio che ti guiderà a scoprire:

  1. che cos’ è che vuoi esattamente da una relazione sentimentale.
  2. compilare una lista dettagliata nella quale potrai esprimere esattamente come vorresti che fosse la tua anima gemella.
  3. cosa fare per ottenere un risultato più che sicuro. 

Per riconoscere un’anima gemella simile (compatibile) a te da un’anima gemella incompatibile devi confrontare le caratteristiche del partner che attrai o hai nella tua vita, con chi sei tu e diventare consapevole di ciò che ancora ti manca, per essere felice in amore. Decidi di sviluppare tu per prima le qualità che noti mancare nell’altro, come se fosse lo specchio inconsapevole di te. Con l’esercizio migliorerai te stessa ogni giorno, accorgendoti di come la vita ti risponderà in risonanza con i tuoi cambiamenti.

4) E come sopportare chi non lo è (affine)?
Ovvero come non dover sopportare chi non è affine a te
Nessuno di noi è obbligato a sopportare un partner non affine, così come nessuno è obbligato a sopportare noi se non siamo affini all’altro.

Questa possibilità ci allena a 1) imparare a respingere, o 2) ad accettare di essere respinti.

Oggi preferisco trattare il primo punto.

Respingere ci “obbliga” a trasformare due grandi paure:

  • la paura di soffrire
  • la paura di far soffrire qualcuno

Superare queste due paure ci permette di:

    1. non farci passare più tempo del necessario con partner non affini a noi
    2. non perdere la possibilità di incontrare potenziali partner più simili a noi
    3. prenderci tutto il tempo che ci serve per stabilire un rapporto profondo e gratificante con la nostra anima gemella.

Ecco come puoi fare a respingere una persona che non t’interessa senza soffrire e senza farlo soffrire:

  • chiariscile i tuoi valori diversi dai suoi
  • non sforzarti di convincerlo/a che è meglio lasciarvi, perché non hai bisogno né di razionalizzare né di giustificare ciò che senti nel cuore
  • impara a dire di no in modo da essere chiaro/a nella decisione che hai preso di non voler continuare a frequentare quella persona
  • evita di addolcire la cosa proponendo all’altro/a di “restare amici”, illudendo l’altro che forse ha qualche altra chance con te
  • non rimproverare l’altro o te stesso per la decisione che hai preso
  • usa toni dolci, affettuosi e comprensivi per indorare la pillola amara.

Esserci chiariti chi siamo e cosa vogliamo, ci pone inevitabilmente di fronte alla scelta di non scegliere più di passare il tempo con chi non ci fa sentire come vorremmo essere.

Cristina Bastoni

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Come guarire le ferite dell'anima

Come guarire le ferite dell’anima quando impediscono di stare con un’anima gemella: la dipendenza affettiva – (2a parte)

il rifiuto, l'abbandono e la privazione nell'incontro con l'altro/aContinuo a rispondere alla richiesta di Lara, di 32 anni, di Rimini.

Riepilogo qui di seguito la sua richiesta:
“desidero ricevere dei consigli su come risolvere una delle mie più grandi frustrazioni nel trovare l’anima gemella: la paura di essere abbandonata. Questa paura mi porta a non riuscire ad avere fiducia di nessun partner col quale cerco di mantenere una relazione sentimentale. Alla fine succede che il partner mi delude, in particolare quando alle tante parole non seguono i fatti. Io così comincio a sentire che mi manca qualcosa e inizio a pensare male di lui. A forza di sommare esperienze di questo tipo con uomini verso i quali provo una profonda attrazione, ora mi accorgo di non riuscire neanche più a innamorarmi e vivo il profondo conflitto di non sapere più cosa voglio.

Nella prima parte di quest’articolo, rispondendo a Lara, ho trattato tre ferite dell’anima: abbandono, rifiuto e privazione e di come con la Floriterapia Australiana possiamo intervenire per favorire un sentire migliore liberandoci in particolare da schemi di pensiero negativi, convinzioni e traumi legati al vissuto famigliare che possono ritardare la “cicatrizzazione delle ferite”.

Oggi voglio parlarvi di come le ferite dell’anima irrisolte come quella dell’abbandono, del rifiuto e della privazione, siano la possibile causa dell’insorgenza della dipendenza affettiva.

Chi soffre di dipendenza affettiva vive con una sensazione di vuoto interiore da colmare con:

  • la richiesta quasi costante di attenzione
  • dimostrazioni frequenti di amore e di affetto
  • presenza fisica e mentale del partner
  • grande bisogno di considerazione 

Sente anche di avere bisogno costantemente e in maniera esagerata di:

  • essere amato
  • essere considerato
  • essere ascoltato
  • essere cercato
  • essere accudito 

Sono le persone che, per esempio, se inviano un sms all’amato ora, vorrebbero ricevere una risposta immediata o se lo chiamano al telefono vorrebbero che rispondesse subito, anche se in quel momento non può.

Nel tempo che intercorre tra la richiesta di amore, attenzione, ascolto e il momento in cui l’altro risponde, si prova dolore fisico e/o mentale e/o emozionale.

Sono tutti quei casi in cui, se il partner non risponde nei tempi e nei modi desiderati, la mente comincia a raccontarsi una serie di fantasie emettendo giudizi e raccontandosi storie, oppure si potrebbe anche solo avvertire un forte dolore al petto o all’altezza dello stomaco. A volte non si ritiene sia così importante confrontarsi con l’altro con sincerità esprimendo il proprio sentire, ma si preferisce più che altro costruire un castello di pensieri negativi. Quando si arriva al confronto dopo aver macinato tali pensieri, ci si potrebbe comportare facilmente da persone offese, risentite, arrabbiate.

Non si potrà mai costruire nessuna relazione positiva con l’altro se ci sentiamo offesi, risentiti e arrabbiati con lui. 

Il partner, in un rapporto con una persona che soffre di dipendenza affettiva, tenderà a:

  • sentirsi soffocato
  • non capito
  • non ascoltato
  • non compreso
  • non amato per quello che è 

Il risultato inevitabile di una relazione amorosa basata sulla dipendenza affettiva sarà il lasciare o l’essere lasciati. Ne conseguirà un aumento del vuoto e del dolore di chi resta col problema aperto e irrisolto fino a che non ne giungerà a consapevolezza.

Possiamo identificare la predisposizione a soffrire di dipendenza affettiva decifrando la data di nascita con la Numerologia.

Chi ha 1-5-9 nella sua data di nascita, potrebbe essere una persona dotata di grande forza di volontà ed essere molto determinata nella realizzazione dei propri obiettivi, solo che quando non ottiene ciò che vuole, potrebbe sentirsi facilmente frustrata.

La frustrazione la porta a:

  • credere di non farcela
  • non sentirsi all’altezza
  • a pensare che gli altri ce la fanno e lei no
  • non sapere più cosa si vuole
  • vittimizzarsi
  • credere di non riuscire più ad innamorarsi di nuovo 

Con 1-5 e due o più 9 nella data di nascita (ad esempio 1-5-99 o 1-5-999)

  • tende a idealizzare il partner
  • potrebbe proiettare su di lui ciò che vorrebbe che lui fosse per renderla felice
  • ama dare prima ancora di ricevere nella relazione con lui rimanendo facilmente delusa se non ottiene in cambio ciò che desidera. 

Oppure se a causa di più numeri 1 con un 5 e un 9 nella data di nascita (ad esempio 111-5-9) è molto concentrata su se stessa e non tiene per niente in considerazione il fatto che il partner possa essere dotato di un suo libero arbitrio in base al suo sentire, al suo vissuto, a come e cosa sta vivendo.

Una persona con più di un 5, un numero 1 e un 9 (ad esempio 1-55-9) nella sua data di nascita potrebbe essere predisposta a percepire molto intensamente tutte le emozioni che prova e a sentire una forte tensione o soffrire di malesseri nell’area del ventre. Sono quelle persone che avvertono la presenza delle ferite dell’anima più che altro a livello fisico e soffrono di dipendenza affettiva fino ad ammalarsene.

In questi casi nella Floriterapia Australiana troviamo le frequenze per:

  • risolvere la frustrazione che si prova quando ancora non si è riuscito a realizzare il desiderio di un’unione con un’anima gemella
  • ridurre l’impazienza che non permette di ascoltare il proprio intuito, facendoci comprendere che forse ci stiamo sforzando di stare con un partner incompatibile oppure non siamo sulla strada giusta verso la realizzazione del nostro desiderio di un’unione con un’ anima gemella
  • aumentare l’autostima
  • passare da un sentimento di autocommiserazione di se stessi, al sentire di avere potere personale, positività, capacità di assumersi le proprie responsabilità e presa di coscienza
  • guarire dalla delusione per aver idealizzato ed esserci aspettati di più dall’altro
  • calmare e rafforzare l’equilibrio corpo-mente provando una sensazione di benessere e rilassatezza.

Cristina Bastoni

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Come guarire le ferite dell'anima

Come guarire le ferite dell’anima quando impediscono di stare con un’anima gemella: abbandono, rifiuto e privazione – (1a parte)

il rifiuto, l'abbandono e la privazione nell'incontro con l'altro/aCon questo articolo rispondo a Lara di 32 anni di Rimini.

Lara mi ha chiesto di comunicarle come risolvere una delle sue più grandi frustrazioni nel trovare l’anima gemella: la paura di essere abbandonata. Questa paura la porta a non riuscire ad avere fiducia di nessun partner col quale cerca di mantenere una relazione sentimentale. Alla fine accade che il partner la deluda, in particolare quando alle tante parole non seguono i fatti. Lei così comincia a sentire che le manca qualcosa e inizia a pensare male di lui. A forza di sommare esperienze di questo tipo con uomini verso i quali prova una profonda attrazione, ora si accorge di non riuscire neanche più a innamorarsi e vive il profondo conflitto di non sapere più cosa vuole.

Il dolore di Lara è l’espressione di più ferite dell’anima comuni alla maggior parte delle persone che incontro ogni giorno in studio.

Attraverso la relazione di aiuto con la quale il counseling olistico opera, la persona è stimolata a parlare di sé in modo da essere facilitata a far emergere tutto ciò che le ricorda il suo passato famigliare.

Il caso di Lara porta alla luce ciò di cui lei potrebbe aver sofferto da bambina:

  • la ferita dell’abbandono
  • la ferita del rifiuto
  • la ferita di privazione 

L’atto della nascita è di per sé il primo grande distacco dall’ambiente accogliente dell’utero materno e se, per un qualche motivo, il nascituro non viene immediatamente messo in contatto fisico nell’abbraccio della madre e allattato al suo seno entro 6 ore dalla sua venuta al mondo, si apre la ferita dell’abbandono.

Se il bambino rifiuta di prendere il latte al seno vuol dire che quella ferita se la sta portando con sé dal passato dal quale proviene, da traumi ereditati dal suo albero genealogico o, se vogliamo credere nella possibilità di essere anime in cammino da secoli, da vite precedenti. Potrebbe rifiutare il latte materno anche se avesse percepito durante la gestazione di “non essere voluto” o di “non essere desiderato” dai suoi genitori, oppure semplicemente di “non essere accettato” perché il padre o la madre avrebbero preferito il sesso opposto al suo. In questi casi si apre la ferita del rifiuto.

La ferita dell’abbandono in età adulta è facilmente individuabile se:

  • nell’infanzia si è vissuto o percepito l’abbandono di uno o di entrambi i genitori
  • se sono stati subiti abusi e/o molestie a livello psichico e/o fisico.

In tutti gli altri casi si può individuare la presenza di questa ferita attraverso una lettura delle modalità con le quali la persona si attira e vive le esperienze.

La ferita di privazione è una forma di abbandono in dosi ridotte. E’ una forma cronica del non ottenere ciò che vogliamo o che ci aspettiamo.

Si apre quando:

  • non ci sentiamo ascoltati
  • non ci viene concesso tempo
  • non ci viene concessa attenzione
  • non ci viene offerto sostegno
  • non ci viene offerto il contatto 

Anche questa ferita nasce spesso nell’infanzia quando non riceviamo ciò di cui abbiamo bisogno. 

Come fare ad individuare questa ferita?

Rispondiamo a queste domande:

che cosa nella nostra vita di adesso ci fa sentire traditi o privati dell’amore?

  • Non sentirsi visti?
  • Non sentirsi considerati?
  • Non sentirsi rispettati?
  • Non sentirsi riconosciuti?
  • Sentirsi controllati?
  • Sentirsi manipolati?
  •  

Tutto ciò che risponderemo ancora alla domanda di “che cosa ci fa sentire traditi o privati dell’amore”, sono sentimenti che dall’infanzia stiamo riproducendo attraverso i partner verso i quali proviamo attrazione.

Il loro comportamento ci farà sentire “deprivati” dell’amore di cui abbiamo tanto bisogno e sia essi ci lascino, sia decidessimo di rimanere con loro, ci permettono di inscenare nuovamente la storia della nostra privazione e di accorgerci in cosa dobbiamo crescere se vogliamo diventare persone complete.

In tutti questi casi è consigliato integrare il lavoro del Counseling Olistico con la Floriterapia Australiana.

Nella Floriterapia Australiana sono contenute le essenze per:

  • favorire l’eliminazione degli schemi di pensiero negativi risultanti dal proprio retaggio famigliare
  • favorire l’eliminazione dei limiti, delle convinzioni e di tutte quelle manifestazioni a carattere emozionale e mentale che sono saldamente radicate e trasmesse di generazione in generazione
  • favorire il riconoscimento e l’accettazione o meno di queste “eredità”, liberando da tutte le convinzioni che ne derivano
  • favorire la risoluzione degli atteggiamenti negativi nell’educazione ricevuta dai genitori se si stanno replicando aspetti e modalità comportamentali simili e ciò è fonte di preoccupazione per se stessi
  • eliminare sbilanci mentali ed emozionali
  • stimolare l’individuo ad accogliere la propria essenza spirituale oscurata da strati e strati di modelli comportamentali e pensieri obsoleti che gli impediscono di esprimere realmente la sua vera natura
  • lenire vissuti di isolamento e solitudine che si esprimono attraverso il non sentirsi di appartenere alla propria famiglia avendo percepito mancanza di amore
  • rimarginare la ferita dell’abbandono vissuta o percepita dalla nascita o fin dalla giovanissima età
  • risolvere la paura di essere abbandonati (dal partner)
  • Rimarginare la ferita del rifiuto percepito come reale o immaginario
  • risolvere la paura di essere rifiutati (dal partner) favorendo la sicurezza e la fiducia in sé
  • favorire l’eliminazione degli effetti di traumi recenti o vecchi che potrebbero aver aperto le ferite dell’abbandono e del rifiuto
  • aprirsi a dare, ricevere e accettare amore, in particolare da un’anima gemella compatibile.

Cristina Bastoni

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