Come fare quando è la rabbia a ostacolare lo sviluppo di una buona relazione sentimentale – (2a parte)

"la rabbia spinge alla violenza e all'aggressività senza apportare alcun beneficio alla propria vita sentimentale"

Se userai le strategie che ti spiegherò in questo articolo e nel prossimo (terza parte), acquisirai gli strumenti per:

  • parte 1 evitare che la rabbia continui a frapporsi tra te e il tuo desiderio di realizzazione sentimentale in soli 4 giorni;
  • parte 2 come rilasciare la rabbia con il Counseling Olistico.

Nella prima parte di questo articolo abbiamo parlato di come la rabbia sia un sentimento distruttivo della coppia, forza avversa e contraria alla costruzione di qualsiasi relazione sentimentale sana. Se la rabbia viene repressa, ha il potere di ritorcersi contro chi la vive, generando forti conflitti e ammalando gli organi, in particolare, se dura nel tempo senza essere risolta. Se viene lasciata esplodere verso persone e situazioni crea non poche difficoltà relazionali. La rabbia è un sentimento del “maschile primordiale”: in uomo genera un atteggiamento violento, in una donna evidenzia un aspetto in disequilibrio del maschile a livello emozionale.

Se userai le strategie che ti spiegherò in questo articolo e nel prossimo (terza parte), acquisirai degli strumenti per:

  • parte 1 evitare che la rabbia continui a frapporsi tra te e il tuo desiderio di realizzazione sentimentale in soli 4 giorni
  • parte 2 come rilasciare la rabbia con il Counseling Olistico.

PARTE 1 – Come evitare che la rabbia continui a frapporsi tra te e il tuo desiderio di realizzazione sentimentale in 4 giorni:

1° giorno: Riconosci la rabbia come una cosa tua, anche se è solo l’altro a manifestarla.

Non devi fartene una colpa, ma prendere atto del fatto che, ogni cosa che accade fuori di te è il riflesso di una tua causa interna. Sta solo a te leggerla, interpretarla e trasformare le cause interiori che l’hanno generata, con la tua crescita interiore.

Esegui una breve meditazione la sera prima di andare a letto ripetendo in silenzio queste parole dentro di te:

“riconosco il potere di migliorare in me. La rabbia ancora presente nella mia vita è solo un effetto esterno di una causa interna. Non importa se ne sono o non ne sono consapevole. “La cosa importante è che io mi amo e mi perdono”.

 2° giorno: Assumiti le tue responsabilità.

Decidi di prenderti il 50% di responsabilità per tutti i fatti spiacevoli generati dalla presenza della rabbia nella tua vita e acquisiscine consapevolezza scrivendo su un foglio di carta le risposte a queste domande:

  1. Quali miei pensieri negativi potrebbero aver generato la situazione che sto vivendo o che ho vissuto in passato?
  2. Che cos’è che mi fa arrabbiare di solito?
  3. La mia rabbia è obiettivamente giustificata?
  4. E’ adeguata alla situazione che sto vivendo?
  5. La rabbia potrebbe dipendere da particolari significati che do io al comportamento di un partner?
  6. Da quali pensieri che faccio, si genera la rabbia che sento?
  7. Mi arrabbio di più con me o con l’altro?
  8. Di chi ritengo sia la colpa di solito?
  9. Da quando sono arrabbiato/a in questo modo?
  10. Da quando il mio partner è arrabbiato in questo modo? (Se sei in coppia)
  11. Quali sono i motivi per cui mi arrabbio con un partner?
  12. Quali sono i motivi per cui un partner si arrabbia con me di solito?
  13. Che cosa faccio per evitare che questo accada?
  14. Cosa mi spinge a non riuscire a reagire diversamente affinché l’altro non si arrabbi con me?
  15. Se mi sto arrabbiando con una persona importante per me, è possibile che mi dia una certa soddisfazione trovare qualche motivo per attaccarla (forse mi dà un certo piacere metterla a disagio, ferirla o farla sentire in colpa)?

Continua nel prossimo articolo (terza parte).

 Cristina Bastoni

Se questo post ti è stato utile lasciami un tuo commento qui sotto.

Leggo e rispondo volentieri (appena mi è possibile) a tutti i commenti al mio blog!

Se pensi possa essere utile ai tuoi amici condividilo anche con loro. Grazie!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *